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mercoledì 2 aprile 2014

Personal Branding: come gestirlo.

A parlare per la prima volta di “Personal Branding” fu Tom Peters nel 1997. Il noto guru del Management, con questo termine invitava ogni professionista a considerarsi come una piccola azienda, come un Brand.  
Ma partiamo definendo cos’è il “Brand” nel settore del Marketing; il termine anglosassone, che in italiano può essere tradotto in “marchio”, è una combinazione di elementi con cui si identifica un prodotto o servizio rendendolo identificabile e distintivo rispetto alla concorrenza sul mercato. Il valore di un Brand è l’idea che il pubblico ha del prodotto o dell’azienda nel complesso. Invece, con il concetto di “Branding” si rappresenta un approccio di business basato non solo su una strategia legata al prodotto, ma orientata alla vendita del Brand stesso.
Dunque dovremmo paragonare noi stessi, il nostro talento, le nostre hard e soft skill ad un prodotto da vendere? Ebbene si! Data la valenza emotiva e valoriale che trascina con se il brand, quando parliamo di personal branding ci riferiamo al nostro valore personale e al fatto che questo si debba far conoscere. Siamo imprenditori di noi stessi e dobbiamo esser in grado di vendere il nostro talento al miglior offerente; ma affinché ciò avvenga il miglior offerente deve vederci!
Vi starete chiedendo : ma perché mai devo farmi conoscere sul web per vendere il mio valore aggiunto?
Perché nell’era del Web 2.0 (che si attinge a lasciare il posto al Web 3.0) appare necessario farsi conoscere in rete; ovviamente emergere rispetto alla massa per gli aspetti positivi.
Vi sarà sorta un’altra domanda: ma come procedo? Come faccio a farmi conoscere e avere maggiore visibilità sul web per avere dunque un ritorno professionale positivo?
Per rispondere a queste domande, vi propongo delle linee guida da poter seguire:
1.Gestisci il tuo brand come se fossi un manager. Definendo la tua identità (Chi sei? Cosa fai? Quali sono le tue passioni? Come ti presenti? Qual è la tua professione? Quali sono i tuoi obiettivi?) e le tue relazioni (Chi conosci? Chi ti conosce? Chi dovresti conoscere per arrivare al tuo obiettivo?).
2.Definisci chi sei e comunicalo. Scegli i mezzi di comunicazione che preferisci e cura la tua immagine in essi. Il segreto è riuscire a dare una risposta alla domanda: “perché me e non qualcun altro?”
3.Racconta la storia. Raccontati invece di produrre una semplice elencazione di titoli ed esperienze di tirocini. L’obiettivo è suscitare emozioni tramite il racconto. Le aziende cercano persone che possano dare un valore aggiunto al loro team e non numeri asettici decorati di elogi e onori.
4.Maneggia con cura i social network. Sono strumenti potentissimi che possono aiutarti se vengono usati a dovere; prima di premere il tasto Invio, pensa che effetto avrà quel contenuto sul tuo brand. 
 5.Da relazioni virtuali a relazioni virtuose. Non è profittevole preoccuparsi di avere un follower in più su Twitter o un nuovo collegamento su LinkedIn se poi non concretizzi virtuosamente le relazioni.

Dunque libero sfogo alle vostre/nostre strategie di branding e speriamo ottenere il risultato sperato! ;-) 

domenica 6 ottobre 2013

Il lavoro al tempo di internet. I Social Network.


Giacomo è un ragazzo come tanti che, dopo aver preso la maturità in ragioneria,  ha chiesto al padre di aiutarlo a cercare un lavoro. Salvatore, il padre, chiede al suo amico Mario, ragioniere di professione e con uno studio ben avviato in una piccola cittadina sicula, di accompagnare il figlio nel mercato del lavoro insegnandogli i “trucchi del mestiere” (oggi lo chiamiamo tutoring… quanto siamo diventati complicati!). L’amico Mario accetta con molto piacere la richiesta; d’altronde ha visto crescere quel ragazzino che si accinge a diventare un uomo. Ribadisco che “Giacomo è un ragazzo come tanti”, si certo… forse nel 1980!
Il figlio che ha studiato, il padre, l’amico, un pizzico di buona volontà… elementi sufficienti per imparare a fare un mestiere dignitoso e apprezzabile.
Ahimè erano altri tempi quelli! Oltre a svariati cambiamenti sociali estremamente evidenti, pare che sia cambiato anche il modo in cui i giovani cercano lavoro!
Inviare il proprio Curriculum Vitae tramite la Rete è diventata un’operazione così frequente e facile che ormai ci siamo dimenticati i tempi di Giacomo; dopotutto noi non li abbiamo neanche visti! In aggiuta, dalla velocità con cui andiamo, credo proprio che passata un’altra manciata di anni anche il CV diventerà uno strumento obsoleto.
A confermare la mia idea è uno dei principali risultati emersi dall’indagine “Il lavoro ai tempi del social recruiting e della digital reputation”, fortemente voluta e condotta dall’Agenzia del Lavoro Adecco in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano (realizzata su un campione di 479 selezionatori e 13.283 candidati). Tra i candidati che cercano un lavoro per mezzo della Rete, ben il 94% si appoggia ai siti di lavoro, il 39% alle App (Applicazioni per mobile device), il 30% usa Facebook e solo il 26% si serve di Twitter. Dall’altro lato anche i Responsabili di Risorse Umane si avvalgono della Rete per scovare candidati che abbiamo hard e soft skill necessarie per ricoprire un preciso posto di lavoro vacante; LinkedIn risulta il loro Social Network preferito con il 42%, seguito da Facebook con il 29% e Twitter con il 9%. E dov’è la percentuale dei candidati che usa LinkedIn per cercare un lavoro?? Da questi dati io leggo un paradosso: i selezionatori usano questo social network per cercare personale da reclutare e questi giovani non lo usano?? Beh… trovatela voi una risposta.
Altro elemento che sta acquistando sempre più terreno è quella che viene definita web o digital reputation, in altre parole si tratta della nostra reputazione on line. Avete mai provato a digitare il vostro nome sulla barra di ricerca di Google e poi premere avvio? Io vi consiglio di farlo; è sempre bene sapere che materiale gira in Rete sotto il vostro nome.
Ritornando all’indagine sopra citata, è emerso che un sorprendente 70% dei selezionatori intervistati hanno dichiarato di usare il web per cercare informazioni sui candidati, operazione che permette di ottenere maggiori elementi di valutazione e di questi ben il 12% ha dichiarato di essere stato condizionato dalla loro web reputation e di averli, quindi, scartati.
I Social Network ergono sulla dimensione sociale da un lato e quella individuale dall’altro. La prima ci permette di creare reti sociali riconducibili anche al mondo del lavoro e non solo alla nostra realtà strettamente amicale, la seconda invece ci permettere di “lasciare il segno”, appare sempre più forte il bisogno di raccontarsi tramite la rete, di costruire la nostra reputazione on line.
Dati i risultati ottenuti dall’indagine e l’uso sempre più frequente dei Social Network, la condizione ideale sarebbe quella di usarli con coscienza. 
E chi lo sa, tra quel 12% ci potrebbe essere uno di noi! 
Note: Di seguito Vi propongo alcuni - dei più affidabili - siti internet in cui cercare offerte di lavoro e importanti informazioni sul mercato del lavoro nazionale ed europeo.
·        www.cliclavoro.gov.it
(per il Mercato del Lavoro Italiano)
·        https://ec.europa.eu/eures
(per il Mercato del Lavoro Europeo)
·        www.cercolavoro.com
·        www.jobmeeting.it
·        www.lavoroeconcorsi.com
·        www.infojobs.it
·        www.circuitolavoro.it
·        www.eurocultura.it
·        www.monster.it
E anche qui vale la regola “chi cerca trova”, dunque non mi resta che augurarvi… buona navigazione :-)